L’esperienza gestaltica

Le definizioni di psicoterapia sono numerose e probabilmente nessuna è esaustiva. Mutuando e rielaborando la definizione di Umberto Galimberti la voglio esprimere in questi termini:

“Processo interpersonale, consapevole e pianificato, che si avvale di tecniche che differiscono per il diverso orientamento teorico a cui si rifanno, in vista di un fine elaborato in comune che ha come massima espressione il benessere psicofisico del paziente/cliente.”

Il paziente o cliente dunque, sceglie consapevolmente di intraprendere un percorso di psicoterapia, perché vuole prendersi cura di sé, del proprio benessere mentale. Pianifica insieme al terapeuta, con cui instaura una relazione, il tipo di percorso, gli obiettivi, che se non sono definiti fin dall’inizio, si delineano strada facendo.

A seconda dell’orientamento teorico del terapeuta, le tecniche variano e certamente devono essere condivise dal paziente/cliente, il quale deve riconoscervi una sintonia con le proprie attitudini. II fine è il benessere psicofisico e non solo psichico, perché è attraverso mente e corpo che si manifesta l’intero sè, la persona nella sua completezza.

La psicoterapia è applicata nel trattamento della sofferenza psichica così come dei momenti critici della vita. Il gruppo di riferimento per la psicoterapia include persone con problemi emozionali, ma anche persone che vogliono ampliare le proprie possibilità in ambito sociale e “interiore”.

Questo significa che la psicoterapia si rivolge a persone con disturbi d’ansia, dell’umore, relazionali, così come a coloro che vogliono approfondire la conoscenza di sé, avere maggiore consapevolezza delle proprie dinamiche interiori, migliorare il rapporto con se stessi e con gli altri.

Tornando alla definizione, ho accennato a diversi orientamenti teorici in psicoterapia. Posso così riassumerli:

  • orientamento psicoanalitico-psicodinamico
  • terapia comportamentale
  • terapie familiari sistemiche
  • orientamenti ipnotici
  • orientamenti umanistici
  • orientamenti di rilassamento
  • orientamenti integrativi

Ciascun orientamento può comprendere approcci diversi.

Tra gli orientamenti umanistici vi è la Psicoterapia della Gestalt, considerata una forma di psicoterapia umanistico-esistenziale. Raccoglie e organizza le idee tradizionali della classica psicoterapia freudiana, junghiana e reichiana, i principi della teoria del campo di Lewin e i contributi filosofici dell’esistenzialismo, della fenomenologia, e della Psicologia della Gestalt da cui prende il nome.

I pilastri della Gestalt sono:

il qui ed ora: questo approccio si concentra sul presente. Cambiare il presente, infatti, vuol dire cambiare la percezione del passato e del futuro;

la consapevolezza: il terapeuta esperto in Gestalt spinge il paziente a essere consapevole delle proprie emozioni e dei propri pensieri;

la responsabilità: la consapevolezza di pensieri e azioni porta i pazienti ad accettare le conseguenze delle proprie azioni.

Il sintomo in Gestalt è funzionale per l’equilibrio della persona in quel dato momento perché le permette di sostenere nel miglior modo possibile una situazione per lei difficile. Sono la fissità e la rigidità di quel dato comportamento o pensiero o sintomo a renderlo disfunzionale e patologico.

La Psicoterapia della Gestalt è esperienziale, si fonda sul presente, sulla relazione tra terapeuta e paziente nel qui ed ora. Opera per il fiorire della consapevolezza, per ravvivare il mondo emotivo della persona, lavora a favore dell’integrazione delle parti scisse, di cui la persona non è consapevole. E’ sblocco, sviluppo e crescita, è la possibilità di prendersi la responsabilità del proprio modo di essere al mondo, è la possibilità di scegliere sentendosi parte attiva e protagonista del proprio cambiamento.

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